"Fossies" - the Fresh Open Source Software Archive

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    1 \chapter{ModalitÓ di lavoro}
    2 \label{modes}
    3 
    4 \section{Script di comandi}
    5 \label{scripts}
    6 
    7 I comandi \app{gretl} eseguiti utilizzando le finestre di dialogo
    8 dell'interfaccia grafica vengono registrati sotto forma di file
    9 ``script'' o ``log''. Questi file possono essere modificati e
   10 ri-eseguiti, usando \app{gretl} o l'applicazione a riga di comando
   11 \app{gretlcli}.
   12 
   13 Per visualizzare lo stato del log dei comandi durante una sessione di
   14 \app{gretl}, basta scegliere ``Visualizza log comandi'' dal men¨
   15 ``Strumenti''. Questo file di log Ŕ chiamato \verb+session.inp+ e viene
   16 sovrascritto ogni volta che si inizia una nuova sessione: per
   17 conservarlo, basta salvarlo con un nome diverso. I file di comandi
   18 vengono visualizzati pi¨ facilmente nella finestra di selezione dei
   19 file se vengono salvati con l'estensione ``\verb+.inp+''.
   20 
   21 Per aprire uno script di diversa provenienza, occorre usare il comando
   22 del men¨ ``File, Comandi, File utente''; per creare uno script da
   23 zero, occorre usare ``File, Comandi, Nuovo'' dal men¨, oppure
   24 il pulsante ``Nuovo file comandi'' dalla barra degli strumenti.
   25 In entrambi i casi si aprirÓ una finestra comandi (si veda la
   26 figura~\ref{fig-scriptwin}).
   27 
   28 \begin{figure}[htbp]
   29   \begin{center}
   30     \includegraphics[scale=0.75]{figures/scriptwin}
   31   \end{center}
   32   \caption{Finestra comandi, modifica di un file di comandi}
   33   \label{fig-scriptwin}
   34 \end{figure}
   35 
   36 La barra degli strumenti in cima alla finestra comandi offre le
   37 seguenti funzioni (da sinistra a destra): (1) Salva il file; (2) Salva
   38 il file con un nome specifico; (3) Stampa il file (questo comando non Ŕ
   39 disponibile su tutte le piattaforme); (4) Esegui i comandi nel file; (5) Copia il testo
   40 selezionato; (6) Incolla il testo selezionato; (7) Cerca e sostituisci
   41 testo; (8) Annulla l'ultimo comando Incolla o Sostituisci; (9) Aiuto
   42 (spostando il cursore sulla parola di un comando e premendo il punto
   43 di domanda si ottiene aiuto su quel comando); (10) Chiudi la finestra.
   44 
   45 Quando si esegue lo script, facendo clic sull'icona ``Esegui'' o premendo
   46 Ctrl-r, i risultati dei comandi compariranno in un'unica finestra, dove possono
   47 essere modificati, salvati, o copiati negli appunti.  Per conoscere meglio le
   48 possibilitÓ fornite dagli script, Ŕ possibile usare il comando del men¨ ``Aiuto,
   49 Guida comandi'', oppure eseguire la versione a riga di comando del programma
   50 \app{gretlcli} ed eseguire il comando ``help'', oppure ancora consultare la
   51 \GCR.  
   52  
   53 Se si esegue lo script dopo averne selezionato una parte,
   54 \app{gretl} eseguirÓ solo quella parte. In pi¨, se si vuole eseguire solo la
   55 riga corrente basta premere Ctrl-Enter\footnote{Questa utile funzionalitÓ,
   56 offerta anche da altri pacchetti econometrici, pu˛ indurre a scrivere degli
   57 script enormi che non sono mai eseguiti interamente, ma fungono solo da archivio
   58 per una serie di piccole porzioni di codice che vengono eseguite all'occorrenza.
   59 Visto che \app{gretl} permette di tenere aperte molte finestre di script nello
   60 stesso momento, Ŕ possibile mantenere i propri script ordinati in piccoli file
   61 separati.}.
   62 
   63 Facendo clic col tasto destro del mouse nella finestra di modifica dello script
   64 si apre un men¨ pop-up, che permette di eseguire la riga su cui si trova il
   65 cursore, oppure una regione dello script selezionata in precedenza. Se lo script
   66 Ŕ modificabile, questo men¨ offre anche la possibilitÓ di aggiungere o rimuovere
   67 i marcatori di commento dall'inizio della riga, o delle righe.
   68 
   69 Il pacchetto \app{gretl} contiene pi¨ di 70 script ``di
   70 esempio'': la maggior parte di essi Ŕ relativa a Ramanathan (2002),
   71 ma essi possono essere utili anche per studiare le possibilitÓ di
   72 scripting offerte da \app{gretl}, oltre ad alcuni aspetti della
   73 teoria econometrica. ╚ possibile esplorare i file di esempio dal men¨
   74 ``File, Comandi, File di esempio'': si troverÓ un
   75 elenco dei file, insieme a una breve descrizione dei problemi
   76 illustrati nello script e dei dati utilizzati.  Basta aprire un file ed eseguirlo
   77 per vederne i risultati.  Si noti che in uno script i comandi lunghi
   78 possono essere suddivisi in due o pi¨ righe, usando una barra inversa
   79 come carattere di continuazione della riga.
   80 
   81 ╚ anche possibile, se si vuole, usare insieme l'interfaccia grafica e
   82 le funzionalitÓ di script, sfruttando le comoditÓ offerte da ognuno
   83 dei due approcci. Ecco alcuni suggerimenti:
   84     
   85 \begin{itemize}
   86 \item Aprire un file di dati dall'interfaccia grafica, esplorare i
   87   dati, generare grafici, stimare regressioni, eseguire test. Quindi
   88   aprire il log dei comandi, rimuovere eventuali comandi ridondanti,
   89   salvarlo con un nome specifico ed eseguirlo, in modo da generare un
   90   singolo file che contiene i risultati della propria sessione di
   91   lavoro.
   92 \item Partire da un nuovo file script e scrivere i comandi necessari
   93   per eseguire le trasformazioni desiderate su un dataset (si veda il
   94   comando \cmd{genr} nella \GCR). Tipicamente Ŕ possibile svolgere questo
   95   tipo di operazioni in modo pi¨ efficace scrivendo una sequenza ben
   96   ragionata di comandi, piuttosto che puntando e cliccando
   97   nell'interfaccia grafica. Salvare ed eseguire lo script: la finestra
   98   dei dati verrÓ aggiornata e sarÓ possibile continuare l'esplorazione
   99   dei dati attraverso l'interfaccia grafica. Per ripristinare lo stato
  100   iniziale dei dati in un secondo momento, Ŕ sufficiente aprire ed
  101   eseguire di nuovo lo script ``preparatorio''.
  102 \end{itemize}
  103 
  104 \subsection{Script e file di dati}
  105 
  106 Un modo comune di condurre la ricerca econometrica con \app{gretl} Ŕ il
  107 seguente: comporre uno script, eseguirlo, ispezionare i risultati, modificare lo
  108 script, eseguirlo di nuovo, ripetendo gli ultimi tre passi per quanto Ŕ
  109 necessario. In questo contesto, si noti che quando viene aperto un file di dati
  110 la maggior parte delle informazioni di stato interne a \app{gretl} vengono
  111 cancellate.  ╚ quindi una buona idea cominciare il proprio script con un comando
  112 \texttt{open}: in questo modo il file di dati verrÓ riaperto ogni volta, e si
  113 sarÓ sicuri di ottenere risultati ``freschi'', non condizionati dalle esecuzioni
  114 precedenti.
  115 
  116 Occorre notare un punto ulteriore: quando si apre un nuovo file di dati usando
  117 l'interfaccia grafica si viene avvertiti del fatto che aprire un nuovo file
  118 comporta la perdita del lavoro non salvato fino a quel momento. Quando invece si
  119 esegue uno script che apre un file di dati \textit{non} si viene avvertiti. Questo
  120 comportamento assume che non ci sia alcun rischio di perdere lavoro fatto, visto
  121 che il lavoro Ŕ incorporato nello script stesso (e sarebbe scomodo ricevere un
  122 avvertimento ad ogni iterazione del ciclo di lavoro descritto sopra).
  123 
  124 Ci˛ significa che occorre fare attenzione se si Ŕ eseguito del lavoro usando
  125 l'interfaccia grafica e si vuole poi eseguire uno script: il file di dati in uso
  126 pu˛ venir sostituito senza alcun avviso, ed Ŕ responsabilitÓ dell'utente
  127 salvare i propri dati prima di eseguire lo script.
  128 
  129 \section{Salvare oggetti da uno script}
  130 \label{sect-script-objects}
  131 
  132 Se si stima un modello usando l'interfaccia grafica, i risultati
  133 vengono mostrati in una finestra separata, che comprende alcuni men¨ da cui Ŕ
  134 possibile effettuare test, disegnare grafici, salvare dati del
  135 modello, e cosý via. Se invece si stima un modello usando uno script,
  136 si ottiene un tabulato non interattivo dei risultati, ma Ŕ possibile
  137 ``catturare'' i modelli stimati in uno script, in modo da esaminarli
  138 interattivamente dopo l'esecuzione dello script. Ecco un esempio:
  139     
  140 \begin{code}
  141 Modello1 <- ols Ct 0 Yt
  142 \end{code}
  143 
  144 Ossia: si indica un nome con cui verrÓ salvato il modello,
  145 seguito da una ``freccia di assegnazione'' rivolta all'indietro e dal
  146 comando di stima del modello. ╚ possibile usare spazi nei nomi dei
  147 modelli, ma occorre racchiudere il nome tra virgolette doppie:
  148     
  149 \begin{code}
  150 "Modello 1" <- ols Ct 0 Yt
  151 \end{code}
  152 
  153 I modelli salvati in questo modo appariranno come icone nella finestra
  154 delle icone di \app{gretl} (si veda la sezione~\ref{session}) dopo l'esecuzione
  155 dello script. Inoltre, Ŕ possibile fare in modo che un modello venga mostrato in
  156 una finestra in modo automatico, usando:
  157 \begin{code}
  158 Modello1.show
  159 \end{code}
  160 
  161 Ancora: se il nome contiene spazi, occorre metterlo tra virgolette:
  162 \begin{code}
  163 "Modello 1".show
  164 \end{code}
  165 
  166 ╚ possibile usare la stessa procedura anche per i grafici; ad esempio,
  167 il comando seguente crea un grafico di \verb+Ct+ rispetto a \verb+Yt+,
  168 lo salva come ``Grafico'' (apparirÓ con questo nome nella finestra delle
  169 icone) e lo mostra automaticamente:
  170 \begin{code}
  171 Grafico <- gnuplot Ct Yt
  172 Grafico.show
  173 \end{code}
  174 
  175 ╚ anche possibile salvare i risultati di un comando come oggetti
  176 testuali identificati da un nome (anche questi appariranno nella
  177 finestra della sessione, da cui sarÓ possibile aprirli in seguito). Ad
  178 esempio, questo comando invia i risultati di un test Dickey--Fuller
  179 aumentato a un ``oggetto testuale'' chiamato \verb+ADF1+ e li mostra in
  180 una finestra:
  181 \begin{code}
  182 ADF1 <- adf 2 x1
  183 ADF1.show
  184 \end{code}
  185 
  186 Gli oggetti salvati in questo modo (siano essi modelli, grafici o
  187 parti di testo) possono essere eliminati usando il comando
  188 \verb+.free+ aggiunto al nome dell'oggetto, ad esempio
  189 \verb+ADF1.free+.
  190 
  191 \section{Il terminale di gretl}
  192 \label{console}
  193 
  194 Un'altra funzionalitÓ comoda Ŕ contenuta nel men¨ ``Strumenti'' di
  195 \app{gretl}: il ``Terminale di gretl'' (c'Ŕ anche un pulsante
  196 ``Terminale di gretl'' nella barra degli strumenti nella finestra
  197 principale).  Si tratta di una finestra in cui Ŕ possibile scrivere
  198 comandi ed eseguirli interattivamente uno alla volta (premendo il
  199 tasto Invio), cosý come avviene nella versione a riga di comando
  200 \app{gretlcli}, con la differenza che l'interfaccia grafica viene
  201 aggiornata in base ai comandi eseguiti dal terminale, permettendo di
  202 lavorare con entrambi gli strumenti.
  203 
  204 Nel terminale Ŕ disponibile la ``storia dei comandi'', ossia Ŕ
  205 possibile usare i tasti freccia su e freccia gi¨ per scorrere la lista
  206 dei comandi giÓ eseguiti. ╚ possibile quindi recuperare un comando,
  207 modificarlo ed eseguirlo di nuovo.
  208 
  209 In modalitÓ terminale, Ŕ possibile creare, visualizzare e cancellare oggetti
  210 (modelli, grafici o testo) nel modo descritto sopra per la modalitÓ script.
  211 
  212 \section{Il concetto di sessione}
  213 \label{session}
  214 
  215 \app{gretl} offre il concetto di ``sessione'' per tenere traccia del
  216 proprio lavoro e richiamarlo in un secondo momento. L'idea di base Ŕ
  217 quella di fornire uno spazio che contiene, sotto forma di icone, vari
  218 oggetti relativi alla sessione di lavoro in corso (si veda la
  219 figura~\ref{fig-session}). ╚ possibile aggiungere oggetti in questo
  220 spazio e salvarli assieme alla sessione, in modo che siano disponibili
  221 ad una successiva riapertura della sessione.
  222         
  223 \begin{figure}[htbp]
  224   \begin{center}
  225     \includegraphics[scale=0.75]{figures/session}
  226   \end{center}
  227   \caption{Finestra delle icone: oltre alle icone predefinite, sono stati
  228     aggiunti un modello e un grafico}
  229   \label{fig-session}
  230 \end{figure}
  231 
  232 Avviando \app{gretl}, aprendo un dataset e selezionando
  233 ``Finestra icone'' dal men¨ ``Visualizza'', Ŕ possibile visualizzare
  234 l'insieme predefinito di icone, che permettono di accedere rapidamente
  235 al log dei comandi (``Comandi''), alle informazioni sul dataset
  236 (se esistono), alla matrice di correlazione (``Correlazioni'') e
  237 alle statistiche descrittive di riepilogo (``Statistiche'').
  238 Tutte queste funzioni sono attivate facendo doppio clic sull'icona
  239 relativa. L'icona ``Dataset'' Ŕ un po' pi¨ complessa: un doppio
  240 clic apre i dati nel foglio di lavoro integrato, mentre facendo clic
  241 col tasto destro del mouse si ottiene un men¨ con le altre azioni
  242 possibili.
  243 
  244 Per aggiungere un modello alla finestra delle icone, occorre per prima
  245 cosa stimarlo usando il men¨ ``Modello'', quindi aprire il men¨ ``File'' nella
  246 finestra del modello e selezionare ``Salva alla sessione come
  247   icona\dots{}'' o ``Salva come icona e chiudi''.  L'ultima
  248 operazione pu˛ essere eseguita semplicemente anche premendo il tasto
  249 \verb+S+ da dentro la finestra del modello.
  250 
  251 Per aggiungere un grafico, occorre crearlo (dal men¨ ``Visualizza, Grafico'',
  252 o attraverso uno degli altri comandi \app{gretl} di generazione dei
  253 grafici).  Facendo clic sulla finestra del grafico si ottiene un men¨ da cui si
  254 dovrÓ selezionare ``Salva alla sessione come icona''.
  255 
  256 Una volta che un modello o un grafico Ŕ stato aggiunto, la sua icona
  257 dovrebbe comparire nella finestra delle icone. Facendo
  258 doppio clic sull'icona, l'oggetto viene visualizzato di nuovo, mentre
  259 facendo clic con il tasto destro del mouse si ottiene un men¨ che
  260 permette di visualizzare o cancellare l'oggetto, oppure di
  261 modificarlo, se si tratta di un grafico.
  262 
  263 \subsection{La tabella modelli}
  264 \label{model-table}
  265 
  266 Nella ricerca econometrica Ŕ prassi comune stimare, per una stessa
  267 variabile dipendente, vari modelli che differiscono tra
  268 loro per le variabili indipendenti o per lo stimatore usato.  In
  269 questa situazione Ŕ comodo poter rappresentare i risultati delle
  270 regressioni sotto forma di una tabella dove ogni colonna contiene i
  271 risultati (stime dei coefficienti e errori standard) per un dato
  272 modello e ogni riga contiene le stime per una certa variabile nei
  273 differenti modelli.
  274 
  275 Nella finestra delle icone, \app{gretl} dÓ la possibilitÓ
  276 di costruire una tabella simile (e di esportarla in testo semplice,
  277 {\LaTeX} o RTF - Rich Text Format).  Ecco come fare:\footnote{La
  278   tabella modelli pu˛ anche essere costruita in modo non interattivo
  279   in uno script. Per i dettagli si veda il comando \cmd{modeltab}.}
  280       
  281 \begin{enumerate}
  282 \item Stimare un modello che si vuole includere nella tabella e
  283   selezionare, nel men¨ File della finestra di visualizzazione del
  284   modello, ``Salva alla sessione come icona'' o ``Salva
  285     come icona e chiudi''.
  286 \item Ripetere il punto 1 per gli altri modelli da includere nella
  287   tabella (fino a un massimo di sei modelli).
  288 \item Completata la stima dei modelli, aprire l'icona della sessione
  289   di gretl, selezionando ``Finestra icone'' nel men¨ ``Visualizza''
  290   della finestra principale di gretl, o facendo clic sull'icona
  291   ``Finestra icone'' della barra degli strumenti di gretl.
  292 \item La finestra delle icone contiene un'icona chiamata
  293   ``Tabella Modelli''. Per aggiungere alla tabella modelli il
  294   modello che deve apparire nella colonna pi¨ a sinistra della
  295   tabella, basta trascinare l'icona del modello sull'icona della
  296   Tabella Modelli, oppure fare clic col tasto destro sull'icona del
  297   modello e selezionare ``Aggiungi alla tabella modelli'' dal
  298   men¨ pop-up.
  299 \item Ripetere il punto 4 per gli altri modelli da aggiungere alla
  300   tabella. Il secondo modello scelto apparirÓ nella seconda colonna da
  301   sinistra della tabella, e cosý via.
  302 \item Ultimata la composizione della tabella, Ŕ possibile
  303   visualizzarla facendo doppio clic sulla sua icona. Per copiare la
  304   tabella negli appunti in uno dei formati supportati, basta fare clic
  305   sul men¨ Modifica della finestra in cui appare la tabella.
  306 \item Se l'ordinamento dei modelli nella tabella non Ŕ quello voluto,
  307   fare clic col tasto destro sull'icona della tabella modelli e
  308   selezionare ``Pulisci'', quindi tornare al punto 4.
  309 \end{enumerate}
  310 
  311 Un semplice esempio di tabella modelli di \app{gretl} Ŕ mostrato nella
  312 figura~\ref{fig-model-table}.
  313 
  314 \begin{figure}[htbp]
  315   \begin{center}
  316     \includegraphics[scale=0.75]{figures/model_table}
  317   \end{center}
  318   \caption{Esempio della tabella modelli}
  319   \label{fig-model-table}
  320 \end{figure}
  321 
  322 
  323 \subsection{La pagina dei grafici}
  324 \label{sect-graphpage}
  325 
  326 L'icona ``Grafici'' della finestra delle icone offre la
  327 possibilitÓ di riunire vari grafici da stampare su una sola pagina, se
  328 si Ŕ installato il sistema di composizione {\LaTeX} e si Ŕ in grado di
  329 generare e visualizzare file in formato PDF o postscript\footnote{Per l'output
  330   in PDF occorre avere il lettore Acrobat Reader di Adobe, o \app{xpdf}, se si
  331   usa il sistema X11. Per il postscript, occorrono \app{dvips} e \app{ghostscript},
  332   insieme a un visualizzatore come \app{gv}, \app{ggv} o
  333   \app{kghostview}. Il visualizzatore predefinito per sistemi diversi
  334   da MS Windows Ŕ \app{gv}.}.
  335 
  336 Nella finestra delle icone, Ŕ possibile trascinare fino a otto
  337 grafici sull'icona della pagina dei grafici. Facendo doppio clic
  338 sull'icona della pagina dei grafici (o facendo clic col tasto destro e
  339 selezionando ``Mostra''), una pagina contenente i grafici
  340 selezionati (in formato EPS o PDF) verrÓ composta e aperta con il proprio
  341 visualizzatore, da cui sarÓ possibile stamparla.
  342 
  343 Per pulire la pagina dei grafici, fare clic col tasto destro
  344 sull'icona e selezionare ``Pulisci''.
  345 
  346 Su sistemi diversi da MS Windows, pu˛ essere necessario modificare
  347 l'impostazione del programma per visualizzare il postscript,
  348 attraverso la sezione ``Programmi'' della finestra di dialogo
  349 delle ``Preferenze'' di gretl (nel men¨ ``Strumenti'' della finestra
  350 principale).  Su Windows pu˛ essere necessario dover impostare le
  351 regole di associazione dei file in modo che sia usato il
  352 visualizzatore adeguato per l'azione ``Apri'' sui file con
  353 estensione \verb+.ps+.
  354 
  355 \subsection{Salvare e riaprire sessioni}
  356 \label{session-save}
  357 
  358 Se si creano modelli o grafici che si pensa di poter riutilizzare in
  359 seguito, Ŕ utile selezionare ``File, Sessione, Salva come\dots{}''
  360 prima di uscire da \app{gretl}. Per riaprire la sessione in
  361 seguito, Ŕ possibile:
  362 
  363 \begin{itemize}
  364 \item Avviare \app{gretl} e riaprire il file della sessione usando il
  365   comando ``File, Sessione, Apri'', oppure
  366 \item Dalla riga di comando, scrivere \cmd{gretl -r}
  367   \textsl{file-sessione}, dove \textsl{file-sessione} Ŕ il nome del file
  368   in cui Ŕ stata salvata la sessione.
  369 \end{itemize}
  370 
  371 
  372 %%% Local Variables: 
  373 %%% mode: latex
  374 %%% TeX-master: "gretl-guide-it"
  375 %%% End: 
  376